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Viaggiare un mese in Cina Ovvero Repubblica popolare quanto mi costi e altri consigli

La distanza in linea d’aria tra Venezia e Pechino è di 7900 km. In un mese passato  in Cina io ne ho percorsi circa 8150. Ho incontrato persone,cammelli e visto paesaggi a volte incredibili e altre incredibilmente deludenti.

Una cosa è sicura, i cinesi sanno come estrarre il massimo profitto dal turismo e dovrete tenerne conto durante la pianificazione del vostro viaggio, inoltre sono molto più orientati ad accontentare i gusti dei viaggiatori “locali” piuttosto che quelli dei turisti occidentali. Tutto ciò si riflette sui costi che andrete ad affrontare nel caso vogliate muovervi in solitaria, soprattutto muovendovi verso ovest, in quanto questi  specialmente se viaggiate con un budget piuttosto ristretto, potrebbero risultare davvero eccessivi.

Diamo quindi un’occhiata a quanto ho speso in un mese in Cina.

Grazie ad un discreto spirito d’adattamento e alle efficienti ed economiche ferrovie cinesi ho viaggiato per 7950 km in 98 ore spendendo circa 250 euro. Sono circa 2,5 euro all’ora, paragone impietoso anche solo per un treno regionale italiano che per la tratta Trento – Verona costa al viaggiatore (al momento della pubblicazione di questo articolo, Giugno 2018) 7.85 euro per poco più di un’ora di viaggio. Non ho evidenziato il fatto che quattro delle sei volte che ho scelto l’opzione “treno notturno” ho prenotato una cuccetta che ha fatto decisamente lievitare il costo finale.

Va anche detto però che utilizzare questa forma di trasporto vi permette di risparmiare sull’albergo/ostello ma soprattutto di ottimizzare i tempi: viaggerete dormendo e arriverete alla vostra destinazione (più o meno) riposati e pronti ad una nuova avventura. Se invece vi sentite pronti a sperimentare il viaggio dal punto di vista più “hardcore” potrete abbattere ulteriormente i costi e passare una nottata sul classico sedile da viaggi brevi. Non vi assicuro che il giorno dopo sarete propriamente in forma, ma per farvi un’idea potete trovare la mia esperienza QUI.

Nelle spese di viaggio non sono comprese le metropolitane e gli autobus cittadini dei quali ho particolarmente abusato, ma costando un biglietto singolo sui mezzi pubblici locali tra 1 e 3 yuan  (il cambio attuale è circa 1 euro  a 7.5 yuan), il totale è davvero ridicolo.

Esclusa Pechino, anche gli ostelli sono piuttosto economici. 24 pernottamenti mi sono costati una media di 6.4 euro a notte. Il problema nel quale si potrebbe imbattere chi viaggia da solo in Cina è proprio la solitudine. Sembra un controsenso, ma cercherò di spiegarmi meglio: è prassi normale appoggiarsi agli ostelli per conoscere nuove persone, fare amicizia e condividere esperienze che non solo arricchiscono a livello personale, ma aiutano a capire come organizzare i propri movimenti nei giorni successivi. Io ho passato cinque giorni senza parlare una sola parola in inglese. Ovviamente colpa mia, visto che conosco quattro parole in mandarino e quella più complessa serve per farsi indicare il gabinetto più vicino, ma è giusto che teniate conto di questa possibile problematica.

I pasti, sempre che non abbiate intenzione di mangiare cibo occidentale, si aggirano in media tra i 20 e i 25 yuan, quindi oltre che gustosi (attenzione che in alcune province il cibo è oltremodo piccante) anche decisamente a buon mercato. Eviterei di lanciarmi dal primo giorno sul cosiddetto “cibo di strada”; anche se ad ogni angolo verrete investiti da aromi invitanti, vedrete spadellare spaghetti di riso con carne e verdure o vecchine che chiudono ravioli artigianali, ricordate che il vostro corpo non è abituato a tutta una serie di agenti esterni che vi porterebbero inevitabilmente ad alcuni mal di pancia con finale drammatico per voi e per chi sarà a portata di naso e orecchio mentre trascorrerete maggior parte del vostro tempo a visitare bagni (spesso alla “turca”) invece che templi. Inutile dire che il ghiacchio nei drink va evitato come la peste e che l’acqua dei rubinetti non è nemmeno da prendere in considerazione. Se persino i locali bevono da bottiglie sigillate, un motivo ci sarà.

Il lato forse più negativo emerge  quando andiamo a considerare le attrazione turistiche; circa il 50% della mia spesa totale è infatti da addebitare a questa voce. E’ davvero molto raro trovare un sito archeologico o un museo gratuito, spesso i prezzi sono decisamente molto alti rispetto persino agli standard europei e si è spesso costretti a ricorrere a tour organizzati per la distanza e la mancanza di collegamenti tra i vari siti oppure all’interno degli stessi bisogna acquistare dei biglietti addizionali per vedere le cose migliori. Un po’ come dire “ Ti faccio pagare un biglietto per passare davanti al Colosseo e un altro per entrarci”. Scegliete quindi con cura cosa visitare, fatevi consigliare ed evitate di fare come me che preso dall’entusiasmo iniziale, ho spesso utilizzato il mio budget, da questo punto di vista, in maniera non proprio oculata.

Considerazioni finali:

Il costo complessivo della mia permanenza in Cina è stato di 1315 Euro. Decisamente più di quanto avessi preventivato (circa 1000 Euro), ma parte di queste spese aggiuntive sono state causate da una grossa deviazione che ha però portato all’ intervista con  Filippo Umberto Nicosia, Console Generale Italiano a Chonquing (QUI trovate il video) con il quale ho parlato di rapporti tra Italia e Cina e della Nuova Via della Seta. Sono convinto che si possa risparmiare persino rispetto alla mia idea iniziale, ma sicuramente non parliamo di una destinazione economica.

Per qualunque informazione aggiuntiva, per la pianificazione del vostro viaggio o semplici curiosità, non esitate a contattarmi!

Un commento

  • Damir

    Hi Alessandro!

    Bonjorno, Alessandro!
    Great post!
    It was also great learning about your archaeological experience the other day and now waiting for stories about your stay in my home country Kazakhstan!
    Cheers,
    Damir

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